Accorpamento Camcom: domani la conferenza Stato-Regioni

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Si riunisce domani la conferenza Stato-regioni per affrontare il nuovo capitolo dell’accorpamento delle camere di commercio alla luce della recente sentenza della Corte Costituzionale, che ha messo in discussione l’intero piano di riordino delle Camere di Commercio in Italia.

La sentenza ha evidenziato che, ai fini dell’approvazione del piano, sarebbe stata necessaria l’intesa tra le regioni italiane, intesa che invece non c’è stata, essendo stato a suo tempo ritenuto sufficiente il solo parere della Conferenza Stato-Regioni.

A differenza del parere, l’intesa avrebbe richiesto il consenso unanime di tutte le regioni. Ciò avrebbe assegnato alla Regione Siciliana una evidente posizione di forza attraverso il non indifferente potere di opporsi al piano laddove esso fosse stato ritenuto, come almeno formalmente venne ritenuto, non rispondente agli interessi delle imprese e del territorio.

Su tale presupposto, per permettere alle regioni di esprimersi come stabilito dalla sentenza della Corte, è stata quindi nuovamente convocata la Conferenza Stato-Regioni per richiedere l’intesa.

Tale nuovo scenario offre quindi oggi alla Regione Siciliana l’opportunità di assumere una posizione a tutela dei diritti delle imprese del territorio, permettendo loro di godere in pieno dei benefici della riforma Madia al pari di quelle delle altre regioni.

Il Presidente Musumeci ha dichiarato di voler valutare la possibilità di “scorporare le Camere di Siracusa e Ragusa e restituire alla Camera di Commercio di Catania la propria entità”, con l’esplicito obiettivo di ridare serenità non solo ai dipendenti ma anche al mondo produttivo restituendo alle camere la loro funzione originaria “di supportare e sostenere le imprese”.

 

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