Augusta, riduzione anno scolastico: scelto l’istituto Ruiz

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Scorrendo l’elenco delle 100 scuole scelte del MIUR per far partire lasperimentazione della riduzione di un anno dei percorsi di Istruzione nei licei e negli istituti tecnici, portandoli da 5 a 4 anni, si scopre che anche nella nostra provincia ce ne sarà una.
L’I.I.S.S. “A Ruiz” di Augusta figura a pieno titolo fra di esse. In tutta la Sicilia sono solo tre le scuole Statali autorizzate ed una Parificata. Dall’applicazione di tale decreto, su estensione Nazionale, si avrà come unico risultato l’aumento di gravi criticità che il MIUR dovrebbe conoscere molto bene, ma che in realtà sottovaluta.
“Possiamo riferirci ai fenomeni, sempre più in crescita, dalla dispersione scolastica- afferma il segretario provinciale della Flc, Paolo Italia –  e all’aumento del tasso dei giovani che emigrano al nord Italia per completare gli studi ed accrescere le possibilità di un futuro lavorativo migliore. Sapere che qualcuno ha dato seguito al decreto ministeriale n. 567, non è altro che una nuova ed inaspettata brutta sorpresa, per il nostro territorio, difficile da spiegare ai tanti. Rispettosi, per la scelta comune che si spera sia stata discussa correttamente in seno al collegio docenti di quell’istituto, corre l’obbligo dell’avviso che tale fenomeno non è foriero di buoni presagi occupazionali, quando andrà a pieno regime, a patto che non si riesca a trattenere dentro l’organico dell’autonomia il 20% del personale docente che risulterà non più funzionale all’interno del nuovo curricolo”.
Tale contrarietà è già stata rappresentata sia dalla FLC CGIL che ha provveduto ad avviare un’azione giudiziaria verso il MIUR per il tramite del TAR del Lazio, sia dal CSPI che si è espresso dando parere negativo. Certamente curiosi sono i dati fallimentari di questa nuova proposta fatta dal
MIUR guidato dal ministro Fedeli che davanti ad una platea di oltre 2.000 scuole statali ne è riuscito a coinvolgerne solo 123, sostanzialmente meno del 5%, confermandosi sempre più lontano dalle scelte e dai bisogni che tutta la comunità educante invoca.

 

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