Esitato il bilancio Camcom con 5 voti contrari

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Il consiglio generale della camera di commercio della Sicilia Sud Orientale di Catania, Siracusa e Ragusa ha esitato a maggioranza il precedente e ultimo bilancio consuntivo dell’ente camerale del capoluogo dal primo gennaio al 7 settembre dello scorso anno. Lo strumento finanziario è stato votato dalla maggioranza dei presenti ad accezione di 5 consiglieri che hanno votato contro e tra questi il presidente di Confcommercio Sandro Romano e il presidente di Casartigiani, Michele Marchese.

“Ho votato contro – spiega Romano – perché il parere dei revisori dei conti, che hanno voluto superare la situazione con una semplice censura, è viziato dal fatto che le somme prelevate dall’accantonamento per i dipendenti non poteva essere fatto tranne che con l’autorizzazione degli stessi”.

Nella relazione, i revisori dei conti scrivono che “dall’analisi effettuata sul bilancio” è stata rilevata una “discordanza tra i dati contabili riportati nella relazione sulla gestione e quelli riportati nel bilancio e nella nota integrativa alla voce “debiti tributari e previdenziali”. Il dato contabile di 4milioni 865mila euro, riportato nella relazione sulla gestione quale debito della Camcom nei confronti del fondo pensioni è discordante con quanto riportato nel bilancio e nella nota integrativa alla voce debiti tributari e previdenziali di 4milioni 356mila euro. I revisori dei conti scrivono che “in effetti il dato corretto del debito della Camcom di Siracusa nei confronti del fondo pensioni risulta essere quello riportato in bilancio di 4milioni 356mila euro, come confermato dai chiarimenti rilasciati per iscritto dal segretario generale Roberto Cappellani”.

“Provo rammarico che due consiglieri siracusani abbiano votato contro il bilancio dell’ente – dice il presidente onorario di Confesercenti, Arturo Linguanti – personalmente ero assente per motivi di famiglia ma lo avrei votato”.

“Ero convinto prima a votare contro e ne sono convinto anche adesso – spiega Marchese – perché l’esibizione dei dati non mi convinceva. Qui si è fatto un uso differente delle somme”.

“La questione – afferma il consigliere camerale Paolo Lentini – riguardava le somme appostate in bilancio quale fondo per la quiescenza per il personale dipendente. Nella rappresentazione del debito, il segretario generale della camera ha inserito altri numeri che rappresentavano una partita debitoria nell’ambito del fondo di quiescenza che numericamente non differiva da ciò che i revisori dei conti volevano verificare”.

 

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