La madre di Renzo: “Ogni giorno urlo il mio dolore”

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“Non finirò mai di urlare il mio dolore per Renzo. Voglio che si faccia giustizia per mio figlio”. Con la voce rotta dalla commozione, la signora Lucia, madre di Renzo Formosa, il sedicenne studente dell’istituto Nautico, che ha perso la vita nella tarda mattinata del 21 aprile in via Bartolomeo Cannizzo dopo l’impatto della sua moto contro la Fiat Panda che sopraggiungeva in senso opposto, si prepara ad affrontare un altro duro esame. Per quella morte, avvenuta a causa delle gravi lesioni riportate dal ragazzo in varie parti del corpo, la Procura aretusea ha chiesto che il conducente dell’utilitaria, Santino Salerno, venga processato per omicidio stradale. Assistito dall’avv. Umberto Di Giovanni, dovrà comparire il 13 febbraio davanti al gip del tribunale, Andrea Migneco, per sottoporsi all’udienza preliminare.

Sarà la prima volta che i genitori dello sfortunato studente siracusano avranno modo di incontrare colui che è accusato della morte del loro figliolo. “Non oso immaginare che effetto farà doverlo incontrare in un’aula giudiziaria – dice la signora Lucia – mio figlio era un ragazzo solare, sempre con il sorriso in bocca. Io ho 42 anni e mi sento le fiamme addosso, la mia anima è sepolta insieme col suo corpo”. Il pensiero della madre va a quel figlio che amava la vita. “Il giorno prima di quel maledetto incidente – racconta – aveva scritto un tema in classe in cui descriveva la sua gioia per il regalo che voleva per il suo diciottesimo compleanno. In quel tema ha descritto il viaggio che voleva fare a Malta”.  Renzo frequentava l’istituto Nautico perché voleva intraprendere una professione a contatto col mare. “Il mare era la sua vita – dice la madre – aveva scelto il Nautico perché da grande voleva fare il capitano di lungo corso. Il suo sogno è rimasto sull’asfalto di quella strada. Quel sogno gli è stato spezzato senza che abbia commesso imprudenze alla guida del suo scooter, anzi subendola senza potersi difendere”. Un sogno del quale si è appropriato oggi il fratello minore che frequenta la terza media e che ha già fatto la pre iscrizione al Nautico.

“Renzo – afferma la signora Lucia – mi diceva sempre: mamma per te io ci sarò sempre. Bene, oggi che lui non c’è, sarò io per sempre al suo fianco anche se niente e nessuno me lo riporterà più indietro. Voglio che il caso di Renzo sia un esempio perché non accadano più incidenti assurdi come quello in cui è stato coinvolto. Mio figlio, senza una ragione, oggi non è più con noi”.

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