Operazione “Rifiuti zero”: il riesame rigetta le istanze di dissequestro beni

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Il tribunale del riesame (presidente Carla Frau; a latere Nicoletta Rusconi e Carla Condorelli) ha rigettato le istanze di dissequestro della somma di 2milioni e mezzo di euro presentate da alcuni indagati, coinvolti nell’operazione antiriciclaggio denominata “Rifiuti zero”, portata a termine il 2 novembre dalla guardia di finanza con il coordinamento dei pm Marco Di Mauro e Vincenzo Nitti.

Rispetto alle 11 persone indagate, i ricorsi sono stati presentati dall’amministrazione del gruppo Quercioli Dessena, assistito dall’avvocato Carmelo Peluso del Foro di Catania, e da Iole Rivelli, rappresentato dall’avvocato Antonio Failla. L’avv. Sebastiano Troia, difensore dell’avv. Giuseppe Cassone e della moglie Barbara Golaska, ha deciso di rinunciare al ricorso. Stessa strada hanno percorso l’avv. Piero Amara e la moglie Sebastiana Bona, entrambi indagati nella stessa vicenda giudiziaria. “I pagamenti effettuati dall’avvocato Giuseppe Cassone (anche con la sua immobiliare) sono, per quanto ci riguarda, assolutamente regolari (essendo collegati alla locazione e cessione di un immobile)”, ha affermato l’avv. Amara che ha fornito ai magistrati copia dei contratti che confermerebbero la regolarità dei pagamenti. Lo stesso legale sottolinea come nemmeno la Procura gli contesti alcun collegamento con il gruppo Quercioli.

L’inchiesta giudiziaria poggia le basi su diversi elementi probatori che hanno retto al riscontro davanti al tribunale del riesame. Per le fiamme gialle di Siracusa e di Augusta gli indagati, a vario titolo avrebbero commesso il reato di sottrazione fraudolenta al pagamento delle imposte e di truffa in danno dello Stato, derivante da una serie di raggiri che inducevano in errore il commissario ad acta sull’identità del creditore del Comune di Augusta e, pertanto, sulla possibilità di erogare il pagamento, determinandolo a disporre, sul conto corrente bancario appartenente alla società sbagliata, il pagamento di 2 milioni 504 mila euro; contestata la bancarotta fraudolenta, derivante dalla distrazione dal patrimonio della ex So.Ge.Ma. srl (oggi Cassim – senza puntino) della somma in questione inducendo in errore il Comune di Augusta, debitore della Cassim. (con puntino) srl, a versarla su un conto corrente appartenente a una diversa società, l’ex New Centro; successivamente, il denaro veniva sottratto mediante prelievi, bonifici e assegni (bancari e circolari) emessi a beneficio degli indagati. Il Comune di Augusta è stato così indotto a pagare, per conto della Cassim (ex So.Ge.Ma) un istituto bancario di cui la società era debitrice favorendolo, rispetto alla massa dei creditori.

 

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