Petrolchimico Priolo: la Regione cederà il depuratore in comodato d’uso all’IAS

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La Regione siciliana cederà in comodato d’uso gli impianti del depuratore biologico di Priolo Gargallo all’Ias, senza cambiare nella sostanza l’attuale rapporto; inoltre, l’Irsap, potrebbe mettere a disposizione la somma di circa 500mila euro relativa al pagamento del canone annuale che potrebbe essere destinata alla manutenzione dell’impianto stesso che rimarrà di proprietà pubblica. È questa l’indiscrezione trapelata stamane dagli ambienti politici regionali.

Di contro, nelle polemiche sulla gestione dell’Ias che si gonfiano e si sgonfiano nell’arco temporale di appena 24 ore, non ci sarà alcun colpo di scena per l’approvazione del bilancio nella riunione che si terrà domani dai vertici dell’Ias. Secondo le diverse fonti qualificate, il bilancio alla fine sarà, giocoforza, approvato. Troppi i rischi e poca la convenienza dei franchi tiratori, che appare più una messa in scena politica e non la reale volontà della distruzione di massa. Un colpo di mano finito male. Un piano scientificamente studiato a tavolino per conquistare il risultato finale che non ci sarà.

Agli effetti pratici, si sono formalizzati due fronti contrapposti: la prima, formata dalle colombe, che vuole la continuazione della gestione garantista dell’ambiente mista pubblica-privata, cioè l’attuale stato, che fa capo alla politica, che alla fine ha vinto; dall’altra parte, i falchi: i sindaci dei comuni di Priolo Gargallo e di Melilli, che secondo le voci circolate negli ambienti industriali sarebbero coalizzati con due delle raffinerie del petrolchimico e una frazione degli attuali vertici dirigenziali dell’Ias per una gestione del tutto privata, attraverso il “regalo” degli impianti agli industriali e la conseguente lievitazione dei costi della depurazione, nel classico stile speculativo privato. Storia vecchia che somiglia alla conquista del West.

La politica siracusana non smette mai di stupire. E a sorpresa il vecchio leone democristiano, Turi Magro, è stato indicato in quota al comune di Melilli per subentrare nel Consiglio di Amministrazione dell’Ias di Priolo Gargallo in sostituzione di Sebastiano Sbona, silurato a sua volta dalla “politica amica”, dopo un tira e molla durato parecchi mesi. Ma questo fatto ha spareggiato i giochi di potere all’interno degli interessi diffusi che si annidano nei dintorni dell’Ias. La sostituzione di Sbona con Turi Magro non piace a tanti che vedono nell’esperienza del vecchio leader democristiano un “pericolo” non dichiarato.

I dipendenti dell’Ias di Priolo, vittime inconsapevoli del gioco politico e dei tanti interessi, hanno più volte scioperato compatti e a lungo. Preoccupati per il proprio lavoro e dello stato di abbandono in cui versa il depuratore consortile dei reflui industriali del petrolchimico siracusano, ma la soluzione che la Regione vuole metter in campo, appare per tutti loro soddisfacente.

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