Priolo, appalto pulizie Isab: lavoratori in agitazione

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La Filcams CGIL ha proclamato, lo stato di agitazione dei lavoratori dell’appalto pulizie di Isab s.r.l. gestito da Sicula Ciclat Coop., azienda che ad oggi non ha pagato gli pagamento degli stipendi di febbraio e marzo, lasciando le famiglie dei lavoratori nella più cupa disperazione.

A fondamento di questa situazione di estremo disagio per i lavoratori, l’apertura da parte di Sicula Ciclat della procedura di concordato preventivo in continuità aziendale presso il Tribunale di Caltanissetta, procedura che di fatto congela l’intera azienda e che non consentirebbe neanche il pagamento degli stipendi ai lavoratori salvo autorizzazione del tribunale.

Una situazione di stallo questa frutto delle leggi varate dal Governo Monti che di fatto preserva l’azienda a discapito dei lavoratori dell’appalto, di contro i lavoratori, ad oggi non hanno nemmeno i soldi per raggiungere il sito dell’Isab.

Dichiarazione di Stefano Gugliotta Segr. Filcams CGIL Siracusa: “ Sicula Ciclat lascerà il segno in questo appalto: prima per aver depauperato i salari dei lavoratori imponendo tagli all’orario di lavoro, poi pur in presenza di questi tagli effettuando nuove assunzioni, oggi con l’apertura del concordato preventivo privando i lavoratori del giusto salario. Il buon senso avrebbe dettato, anche in presenza del pagamento della fattura da parte di Isab, di provvedere quanto meno al pagamento dello stipendio di febbraio prima di avviare la procedura di concordato, invece il cinismo ha prevalso lasciando i lavoratori senza due stipendi. A questo punto Isab s.r.l. dovrebbe sentire l’obbligo etico e morale di venire incontro alle famiglie dei lavoratori dell’appalto, intervenendo in surroga al pagamento degli stipendi, come ha recentemente fatto il Comando della Marina Militare, pur in presenza del pagamento della relativa fattura. Auspichiamo che la dirigenza Isab intervenga assumendosi un onere che non può ricadere sui lavoratori; in assenza, la Filcams metterà in campo ogni azione di lotta per rivendicare il diritto elementare sancito dall’art. 36 della costituzione, il diritto ad avere a fine mese il salario guadagnato.”

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