Siracusa. Le trattative per le alleanze avvantaggiano solo il M5Stelle: la fretta cattiva consigliera brucia tanti candidati a sindaco

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Nella logica della competizione per le prossime amministrative di giugno, la gatta frettolosa ha fatto i primi gattini ciechi. E questo mentre tutto appare in favore del Movimento 5Stelle. È la sintesi di questa campagna elettorale cominciata troppo presto per definire la vera portata delle possibili alleanze in un variegato mercato politico confuso dal vantaggio numerico e dallo strapotere elettorale pro-tempore del M5Stelle e dalla mancanza ideologica che stavolta fa davvero la differenza per le ammucchiate in corso d’opera. L’annuncio frettoloso della candidatura a sindaco di Ezechia Paolo Reale, aveva aggregato la quasi totalità delle liste civiche e i dintorni della nuova alleanza, ma poi, in ordine sparso, gli accordi presi si sono nel volgere di pochi giorni dissolti in favore di Gaetano Cutrufo, che entra nella scena al momento giusto e con la regia di vecchi volponi della politica siracusana. La stessa cosa vale per Giancarlo Garozzo; la sua candidatura è apparsa in un primo momento forte dell’appoggio ufficiale del Pd, per rivelarsi a tratti una metamorfosi multicolore e dannosa per tutti gli attori e i registi di questo romano politico siracusano.

Garozzo aveva sostenuto con forza la candidatura di Gaetano Cutrufoalle regionali e qualcuno aveva pensato bene, in logica deduzione, che a sua volta per le amministrative di giugno Cutrufo avrebbe appoggiato il sindaco di Siracusa ricandidato per la seconda tornata amministrata. Invece, secondo alcune indiscrezioni trapelate negli ambienti della politica, stavolta sarebbe Cutrufo a chiedere l’appoggio di Garozzo con un nuovo patto d’alleanza, per scalare a sua volta il Vermexio, forte degli accordi già siglati con De Simone, Milazzo e Vinciullo, riuscendo a mettere insieme una mezza dozzina di liste civiche, oltre a quella dell’Udc, chiedendo un passo indietro, anche all’attuale sindaco. Ma in tal senso, ci sarebbero altri personaggi politici di peso che starebbero trattando il passaggio di Garozzo verso l’appoggio diretto a Gaetano Cutrufo, in una sorta di riunificazione di tutti i gruppi del vecchio sodalizio che ha sostenuto Cutrufo alle regionali, con una performance elettorale entusiasmante e delle brutte conseguenze politiche. Ora nel senso logico, deve necessariamente entrarci la pratica dei numeri: Garozzo quando decise di appoggiare Cutrufo alle regionali, aveva ben 18 consiglieri comunali e 8 assessori, ora invece sta navigando, al comando del suo Galeone politico, con un equipaggio formato da pochi consiglieri comunali e 8 assessori, di cui solo uno o due in possesso di voti e del consenso popolare.

La stessa cosa vale per i dintorni del Pd e di Forza Italia, alle prese con un fuggi fuggi generale da parte di chi crede che il fallimento elettorale nazionale sia una vergogna; una “fuga dall’inferno”, per trovare altri “lidi” e altre “case da gioco”, con i vari capi correnti in cerca di alleanze e poltrone in posti di potere nell’ambito della futura gestione del Vermexio.

Il fenomeno della trattativa “aperta”, credo che si debba definire la specie peggiore pratica in politica. Una disdicevole categoria di politicanti ai livelli alti della politica siracusana, frutto di una patologica concezione del metodo che ha condizionato pesantemente da sempre l’andamento della gestione della cosa pubblica siracusana. Chi ha tradito la fiducia dei cittadini facendo mercimonio della politica sicuro del consenso popolare. Un mercato delle vacche, di solito frutto d’interessi personali o di bottega e quasi mai, per decisioni e scelte legate a principi etici e morali. Tutte motivazioni che avrebbero un loro significato per giustificare tali comportamenti. Ma la mattanza non è ancora finita; la “fiera della politica” è appena cominciata.

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