Catania: Sequestro di beni per 2,5 milioni a clan

Catania, 30 novembre 2022 – La polizia di Catania sta sequestrando in queste ore beni immobili ed imprese commerciali del valore di alcuni milioni di euro, riconducibili ad un noto clan. La misura di prevenzione patrimoniale disposta dal Tribunale di Catania, su proposta del Procuratore e del Questore. Il provvedimento riguarda beni per 2,5 milioni di euro riconducibili a Giuseppe Salvatore Lombardo, di 55 anni, e al figlio Salvuccio Junior, di 28, indicati come esponenti di spicco, con ruoli apicali, del clan Cappello e legati da diretti rapporti di parentela con il capostipite della stessa cosca, il capomafia Salvatore Cappello. Il sequestro ai fini della confisca ha riguardato: 5 immobili a Catania, tra cui una lussuosa villa, un maneggio abusivo, sette rapporti finanziari e due imprese individuali commerciali, di cui una nel settore della torrefazione e nel commercio del caffè ed una attiva nel settore del commercio dei fiori nell’area davanti il cimitero di Catania e storicamente gestita dalla famiglia Lombardo, detto per questo ‘U ciuraru’ (il fioraio) La “pericolosità sociale” dei due, sottolinea la Procura in una nota, è “stata ricavata dai loro innumerevoli precedenti di polizia e dalle condanne definitive anche per associazione mafiosa“. Le indagini e della Divisione Anticrimine e della Squadra Mobile, coordinate dalla Procura della Repubblica, hanno delineato un solido quadro probatorio ed evidenziato l’attuale pericolosità sociale dei due”, hanno anche consentito di “verificare le loro posizioni economiche, permettendo di individuare anche cespiti patrimoniali e attività commerciali oggetto di intestazione fittizia, acquisiti attraverso il reimpiego di danaro proveniente dalle loro attività illecite”. Il Tribunale recependo la proposta congiunta del Procuratore e del Questore di Catania, ha ritenuto che i Lombardo, padre e figlio, “in quanto soggetti ‘socialmente pericolosi’, abbiano ricavato vantaggi economici dai traffici illeciti cui erano dediti e che i beni acquisiti, viziati da un’apprensione illecita genetica, siano stati sottratti al circuito dell’economia legale”.

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By Redazione

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